Il bullismo è un fenomeno sociale che si manifesta tra adolescenti o bambini ed è contraddistinto da una serie di atti persecutori da parte di uno o più soggetti (bulli) nei confronti della vittima che può essere contraddistinta da un gruppo di persone più deboli.
Perché si possa ritenere esistente il bullismo , così come per il reato di stalking, le azioni devono essere ripetute e commesse intenzionalmente o per gioco.
I reati configurabili nel bullismo sono diversi:
- Insulti, diffamazioni;
- Razzismo;
- Minacce;
- Piccoli furti;
- Furto d’Identità;
- lesioni personali;
- Percosse;
- Estorsione;
- Danneggiamento.
E’ possibile che la vittima richieda, tramite un’azione legale, il risarcimento del danno poiché è configurabile sia una sofferenza morale (danno morale) sia una lesione dell’integrità fisica e psichica ( danno biologico) sia un danno alla persona, alla sua esistenza e qualità della vita (danno esistenziale).
Il soggetto responsabile di bullismo minore di anni 14 non è imputabile penalmente ma se viene riconosciuto socialmente pericoloso sarà possibile che vengano applicate le misure di sicurezza come la libertà vigilata o il ricovero in riformatorio.
Il bullo che abbia tra i 14 e i 18 anni è imputabile se viene dimostrata la sua capacità di intendere e volere e, insieme alla sua responsabilità, è possibile intravedere altresì la responsabilità della scuola e dei genitori.